A mamma sono brillati gli occhi quando Jeff, dopo aver finito di cantarmi questa canzone e aver messo giù la chitarra, si è avvicinato a me con in mano un garofano rosso e, davanti a tutti, mi ha baciata.Dev’essersi ricordata, mamma, di questa usanza che vuole che, ad ogni anniversario di matrimonio raggiunto, alla sposa si doni un fiore, ogni volta diverso.
Lei non è che abbia fatto in tempo a farsi un gran giardino. Io ci sto provando. E questo bel garofano rosso mi dice che, perlomeno, sono giunta al traguardo di quelle che qui si chiamano paper wedding, le nozze di carta.
Come si dice in certi casi: è stata dura ma ce l’abbiamo fatta. Naturalmente non è vero (non è vero che è stata dura), ma siccome non ci sarebbe molto da dire, facciamo finta che sia così e che sia stato necessario superare alcuni rischiosi steps virtuali.
Partendo dalla…
Sindrome del primo giorno o: il caso di Jean Acker, l’attrice lesbica che dopo esse
rsi fatta scoprire dalla leggendaria talent scout lesbica Alla Nazimova e dopo aver trovato l’amore della sua vita nell’attrice lesbica Grace Darmond, decise di sposarsi con l’attore bisessuale, ma al 90% omosessuale, Rudolph Valentino, più giovane di lei e non ancora famoso.Non si sa bene per quale motivo ma 6 ore dopo la celebrazione del matrimonio, e quindi prima che questi venisse consumato, Jean Acker sbatté Valentino fuori dalla camera d’albergo, per poi trovare rifugio nelle braccia rassicuranti della sua amante “storica”, Grace Darmond.
Alla Nazimova passò a Valentino una delle sue numerosi amanti, la scenografa Natacha Rambova, assidua frequentatrice di Garden of Allah, la villa hollywoodiana dove la Nazimova organizzava colossali orgie lesbiche a base di droghe e scambi multipli di partner.
La nuova coppia di bellissimi attraversò il confine a sud della California e a Mexicali si unì in matrimonio.
Le leggi dello Stato della California non consentivano all’epoca di risposarsi se non fosse trascorso almeno un anno dalla data del divorzio e così la vendicativa Jean Acker ingaggiò un poliziotto privato e lo mandò alla villa sul Sunset Boulevard per trovare le prove che Natacha e Valentino vivevano illegalmente insieme come marito e moglie.
Il detective sbirciò da una finestra e, vedendo due sagome distese a letto, pregustò lo scoop da paparazzo ante litteram. Una volta entrato nella stanza e pronto allo scatto incriminante si accorse però che sotto le coperte c’erano il cameraman Paul Ivano (uno degli amanti di Valentino) e un grosso puma con il quale l’uomo era solito dormire.
Nonostante l’inglorioso fiasco del Marlowe hollywoodiano, Valentino venne arrestato per bigamia e giurò odio eterno nei confronti della Acker. Anche se in realtà, poco prima di morire, fece la pace con lei.
Lexi considera. E’ proprio per non incorrere nello shock provato da Jean Acker di fronte (per la prima volta?) alla visione di un cazzo, che non ho aspettato la prima notte di nozze per consumare la mia unione matrimoniale.
Saggiamente mi sono mitridatizzata, assumendo graduali dosi di cazzo a partire da sette mesi prima. Utilizzare il metodo del Re del Ponto ha fatto di me un’autentica cockaholic e, soprattutto, ha evitato che arrivassi a chiudere mio marito fuori di casa o che gli scagliassi contro un leone di montagna. Brava ragazza.
Passando per la…
Sindrome della prima settimana o: il caso di Michelle Phillips, la vocalist dei Mamas & Papas che, tra cantanti e attori, si è scopata mezza California.Personalmente adoro Michelle, per lei ho una venerazione e credo che si tratti della donna più bella che mai sia comparsa sulla terra, dalla creazione ad oggi.
Il suo secondo matrimonio, quello con l’attore Dennis Hopper, durò 8 giorni, che lei passò (su sua richiesta) ammanettata al letto e, in queste condizioni, nutrita, lavata, pettinata, drogata e, soprattutto, incessantemente scopata in tutti i modi immaginabili dalla fantasia umana.
Un’esperienza unica ma un pochino prosciugante. In anni successivi lei affermò che quelli erano stati gli 8 giorni più belli di tutta la sua vita.
Dennis Hopper la contraddisse, dicendo che erano stati 7 giorni meravigliosi tranne l’ultimo che fu, a suo dire, “terribile”. E ci credo, non ce la faceva più quel dannato frocione impotente!
Lexi considera. Non sono un’amante del bondage e del sesso estremo, però farsi ammanettare al letto, bendata o anche no, mi piace più di un bel po’. Certo, non per 8 giorni di fila, ma fatto ogni tanto è qualcosa che mette il sale nel rapporto a due.
E, sarà che mi piace offrire sempre nuove varianti, ma ultimamente mi sono messa a leggere un po’ di libri su Houdini. Mi diverte l’idea che, mentre lui sta lì a sudare e sbuffare su di me o dietro di me, io – come se niente fosse – mi libero dalle sue manette e, gustandomi la sua espressione, gli dico qualcosa tipo: “No no, continua pure, è solo che mi prudeva il naso…”
Per finire con la…
Sindrome del primo mese o: il caso di Ethel Merman, l’attrice di musicals che, in
quarte nozze, sposò l’attore Ernest Borgnine, restando talmente traumatizzata dall’esperienza dal volerla chiudere dopo soli 32 giorni (ma una volta detto il motivo si scoprirà che è un miracolo se ha resistito tanto) e, soprattutto, non volendo mai più ripeterla per il resto della sua vita.La pur navigata Ethel trovò estremamente sgradevole l’abitudine di Borgnine di mettersi a scoreggiare pesantemente una volta infilatisi a letto. E fosse solo per qualche innocua scoreggia. No, il buon Ernesto (origini italiane per lui) faceva di più e si divertiva un mondo a farlo.
Quando lei si aspettava magari un approccio romantico, lui le prendeva la testa e la spingeva giù. Ma non per farsi fare quello che qualsiasi uomo sano di mente e di corpo vorrebbe dalla propria donna.
No, una volta giù lui la imprigionava “sigillando” le lenzuola e cominciando a bombardarla con i suoi mefitici e potentissimi scoreggioni, impedendole di risalire all’aria aperta fino a che i fumi non si erano totalmente dispersi. Questo per un mese sparato (è proprio il modo di dire).
Quando anni dopo, con i capelli precocemente imbiancati e la pelle raggrinzita, Ethel Merman presentò alla stampa la sua autobiografia, molti si stupirono del fatto che il capitolo riguardante il suo matrimonio con Borgnine appariva come una pagina interamente bianca. In effetti, a voler ben guardare, il colore più adatto sarebbe stato forse il giallo.
Lexi considera. In realtà, a compendio di quest’ultimo caso, porto l’esempio di Angelina Jolie, moglie soddisfatta e durevole di un altro conclamato scoreggione hollywoodiano, ossia Brad Pitt, uno che quando è in forma si schiarisce i capelli da solo.
”Uno dei vantaggi del matrimonio – ebbe a dire poco dopo essersi sposato con Jennifer Aniston – è che si può scoreggiare liberamente, non più di nascosto”.
Non si sa se le cose siano collegate, ma poco tempo dopo i due divorziarono e da quell’esperienza fulminante la Aniston ottenne in ricordo perenne la faccia di una che sembra averla scampata per un pelo dalla camera a gas.
Può essere che Angelina, gran donna sotto tutti i punti di vista, nello stipulare il contratto prematrimoniale abbia imposto al suo bellissimo marito scoreggione l’assunzione quotidiana di pillole contro l’aerofagia e la flatulenza compulsiva.
Anche se basterebbe il suo indubitabile passato di lesbica a renderla immune a ogni forma immaginabile di depravazione.
Lexi ama molto accucciarsi contro Jeff.Soprattutto da quando lui le ha promesso
che non diventerà mai come Ernest Borgnine.
_______________________________
Dopodiché, per tirare la conclusione, superato in scioltezza il primo delicato mese, per me, per noi, è stata una piacevole corsa in discesa verso questo primo traguardo. Che sarà anche di carta, ma per me vale molto.
Non posso quindi che ringraziare mio marito. Per avermi dato un anno tra i più importanti e ricchi di emozione della mia vita.
Per aver condiviso con sempre immutata passione un gran bel numero di appaganti fornicazioni.
Per la sua pazienza, la sua comprensione, il suo amore.
Soprattutto: per aver dato un senso alla mia vita e avermi indicato una strada che voglio percorrere fino in fondo.
Non potrei chiedergli altro. Se non di ricordarsi, tra un anno, di presentarsi a me con in mano un mughetto (o, come poeticamente si chiamano qui: lilies of the valley).
Vorrebbe dire che un altro traguardo è stato raggiunto.


























23 comments:
Auguri!!
..e figli maschi! :-)
in tutto questo, tua sorella dov'è?
Mauro: A fare un po' di bambini comincerò tra due anni. Maschi o femmine che siano...
Pistolero: Becky non vive in California e mia madre, quando viene a trovarci, deve fare un vero e proprio coast to coast, per stare un po' con una e un po' con l'altra.
Beh, Lexi: il tuo matrimonio è cominciato nel migliore dei modi, le promesse c'erano tutte: non credere di stupirci con queste tue parole, sai? :-P
Complimentissimi e auguroni ad entrambi, vi auguro un giardino che possa ispirare Athos Faccincani!
Un abbraccio
Jen
Promesse = premesse, ovviamente...
michelle phillips era di una bellezza sconvolgente, suppongo che quegli 8 giorni non siano stati malaccio neanche per Hopper, forse l'ultimo giorno aveva finito la scorta di "unnatural sexual demands" e si era annoiato.
tuo marito è un mito (mi si passi illinguaggio da liceale).
ti auguro di ricevere un fiore dietro l'altro.
Bello vedervi felici.
Carnetremula: Non so chi è Athos Faccincani, ma grazie sulla parola.
Pomarc: Anche se Michelle Phillips ha superato ormai la sessantina, devo dire che è ancora una bella donna. Un'autentica signora. Che lei sia la sola sopravvissuta dei Mamas & Papas forse non è un caso: solo scopando a ritmi industriali ha potuto neutralizzare gli effetti nefasti di tutta la droga che si è messa in corpo e, in più, mantenersi in maniera così signorile.
Jacky: E' la stessa cosa che mi ha detto Stevie Wonder.
E' un pittore che (tra le altre cose) dipinge splendidi e coloratissimi giardini ;)
Auguri Lexi!
Io giusto oggi compio (compiamo) il primo mese :-D
Congratulazioni!
Ti auguro un giardino fiorito dai cento colori. Uno per tipo di fiore.
ettoregonzaga
PS:
Bella la tradizione dei fiori diversi anno dopo anno.
T.J.: Auguri.
Ettore: Grazie.
Auguri! -_-
seee...quante storie per un annetto...però mi sembrava di più.
americani...
No, i Fahrenheit sono di più. I mesi invece sono 12 anche qui.
Ciao Lexi è sempre una gioia leggere di questi momenti belli.
Sono davvero felice per voi.
Ultimamente la vita me le sta suonando di brutto e spero non ti suoni strano se vivo un po di felicità riflessa.
P.S.
Vorrei mandarti una mail, ho bisogno un po di parlare con qualcuno ti spiace?
Mi dispiace che sia per te un periodo sfortunato. Spero si tratti di un momento passeggero e che non ci sia nulla di grave. Se vuoi scrivermi non ci sono problemi, l’indirizzo è quello che si trova cliccando sul mio profilo.Premetto che non sono una che risponde sempre, perché devo sempre fare le cose un po’ di fretta, però leggo tutto con attenzione e so ascoltare.
oi questa te la devo proprio raccontare...me la correvo bello, statuario e adamatico e sudato come un cinghiale sul fiume, verso sera, quando mi ha attraversato la strada quello che in apparenza sembrava un enorme topo dall'inconfondibile coda ad anelli.
All'inizio ho pensato "ecco... è successo, prima poi doveva accadere...hai raggiunto livelli di comprensione eccelsi e il prezzo da pagare è il salto nel blu...ce lhai fatta vecchio spike sei sbarellato, fuso, out..."
eppure l'andatura era inconfondibile e il trillo simile ad una risatina pure...per cui mi sono addentrato nei cespugli dove l'ho visto infrattarsi e mi sono trovato davanti non uno, ma due procioni...
lexi mi è venuta a trovare...
però checazzo due procioni allo stato brado in italia...il solito imperialismo americano...
Procioni in Italia?...Adamitico?...
già...procioni in italia...sarà la globalizzazione che ti devo dire...
certo adamitico, mi pareva così scontato che mi sono permesso di sbagliarlo
Post a Comment